Il colonnello Dmytro Koziura, ex responsabile del dipartimento antiterrorismo del Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU), è stato condannato all’ergastolo per tradimento dopo essere stato accusato di aver trasmesso informazioni sensibili ai servizi segreti russi.

La sentenza è stata resa nota ieri, gioevdì 25 giugno, dal procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko, secondo cui Koziura avrebbe collaborato con il Servizio federale di sicurezza russo (FSB) fornendo dati coperti da segreto di Stato.

Koziura avrebbe trasferito ai servizi russi informazioni sensibili legate alla sicurezza nazionale e alle attività delle forze di difesa ucraine. Gli inquirenti sostengono che tale attività di collaborazione con l’intelligence russa sarebbe stata svolta in cambio di un compenso finanziario.

“In cambio di una ricompensa finanziaria, si è impegnato a raccogliere e trasmettere informazioni sulla difesa, compresi dati che costituiscono un segreto di Stato, ai servizi speciali russi”, ha dichiarato Kravchenko.

Secondo il procuratore generale, Koziura sarebbe stato reclutato dall’FSB nel 2018 durante un soggiorno a Vienna e avrebbe mantenuto da allora “un contatto costante con i suoi referenti russi”. Con l’inizio dell’invasione russa su larga scala dell’Ucraina nel febbraio 2022, il suo ruolo sarebbe cambiato, trasformandolo in un agente operativo al servizio di Mosca.

La SBU ha dichiarato che l’ex dirigente avrebbe trasmesso con regolarità informazioni relative agli effetti degli attacchi missilistici russi su obiettivi a Kyiv, alla dislocazione delle unità della SBU, nonché a documenti ufficiali contenenti analisi sulle capacità difensive del Paese.

Tra le informazioni trasmesse figurerebbero anche dettagli sul sistema di trasporto del gas ucraino, considerato un’infrastruttura critica per la sicurezza energetica del Paese, oltre a dati su installazioni militari e sui piani di rafforzamento della difesa aerea. L’intelligence russa avrebbe inoltre cercato informazioni personali sui vertici politici e militari ucraini.

Koziura è stato arrestato al termine di una lunga operazione di controspionaggio. L’indagine, denominata “Rat”, avrebbe permesso non solo di raccogliere prove contro l’ex funzionario, ma anche di utilizzare il canale di comunicazione con il presunto agente per alimentare una campagna di disinformazione diretta verso i servizi russi.

La SBU ha consegnato alla procura i materiali raccolti durante l’operazione, tra cui dispositivi di telecomunicazione e altre prove considerate dimostrative della collaborazione con l’FSB. Il Tribunale distrettuale Shevchenkivskyi di Kyiv ha quindi riconosciuto Koziura colpevole di tradimento commesso durante il regime di legge marziale, imponendo la pena massima prevista dall’ordinamento ucraino.

Il caso Koziura si inserisce nel più ampio quadro della repressione delle attività di spionaggio e collaborazione con Mosca condotta dalle autorità ucraine dall’inizio dell’invasione. Kyiv ha più volte denunciato la presenza di reti di informatori russi all’interno delle istituzioni statali e delle strutture di sicurezza.

“Chiunque abbia indossato le spalline ucraine e abbia iniziato a lavorare per l’FSB diventa un nemico dell’Ucraina”, ha affermato Kravchenko, sostenendo che per figure di questo tipo sia necessaria “la punizione più severa”.

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